mercoledì 11 luglio 2007

VISOKO, BOSNIA: PIRAMIDI DI 12.000 ANNI




La piramide, contenuta nella collina che si eleva di circa 650 metri, raggiungerebbe un altezza di 220 metri in altezza, con una pendenza di 45 gradi e fianchi di 365 metri di lunghezza, risultando, se tali misure verranno confermate, più grande della Grande Piramide di Giza.
I quattro fianchi inclinati della collina sono interamente coperti di lastre di pietra e orientati con i punti cardinali; la collina possiede un vertice piatto e una scalinata che potrebbe condurre all’ingresso e all’accesso dei locali interni della piramide.
Nel luogo sono state rilevate altre colline che potrebbero nascondere altrettante piramidi più piccole, per l’esattezza altre quattro, facendo della regione il più importante sito archeologico europeo.
La piramide di Visoko, la più grande delle costruzioni nascoste dalle colline, sarebbe simile a quelle sud americane, per questo le è stato assegnato il nome di "Piramide del Sole" e di conseguenza le altre hanno preso i nomi di "Piramide della Terra", "Piramide della Luna", "Piramide del Dragone"; tutte costruite nello stesso periodo dallo stesso popolo, una super civiltà risalente a oltre 12000 anni fa.
L’antichità delle costruzioni sarebbe confermata dal fatto che le rocce presentano alterazioni dovute alla loro permanenza secolare nell’acqua; se le piramidi rimasero sommerse lo furono dopo la fusione dei ghiacci alla fine dell’ultima glaciazione, avvenuta appunto circa 12000 anni fa, questo accerta che tali costruzioni erano già presenti all’epoca.
Unendo l’apice delle piramidi del Sole, della Luna e del Dragone, con una linea, otteniamo un triangolo con gli angoli uguali, tutti di 60 gradi, un perfetto triangolo equilatero.
Le piramidi sarebbero collegate tra loro un sistema di cunicoli e gallerie sotterranee, ritenute a torto dagli storici miniere medievali di carbone. Il labirinto formato dalle gallerie è stato mappato da un gruppo di esperti che avrebbero anche trovato un sistema di ventilazione.

lunedì 9 luglio 2007

AIDS la grande truffa



1. La posizione ufficiale:

  • il virus HIV è la causa dell’AIDS, che è quindi una patologia infettiva.
  • un test individua la presenza degli anticorpi e quindi del virus.
  • il virus può avere un periodo di latenza fino a decine di anni.
  • i sieropositivi (positivi-al-test) si ammaleranno e moriranno
  • i farmaci antiretrovirali (AZT in testa) combattono la diffusione del virus e allungano la vita.
  • alcuni sieropositivi non hanno sintomi perchè il virus è latente
  • anche i sieropositivi asintomatici devono prendere i farmaci quanto prima.

2. La posizione dei dissidenti:

  • il virus HIV non è stato mai isolato, probabilmente neanche esiste, l’AIDS non è causato da un virus e non è quindi una patologia infettiva.
  • l’AIDS è causato da un complesso di fattori (droghe pesanti, superesposizione ad agenti patogeni, farmaci) fortementi presenti in certi stili di vita, che alla lunga distruggono il sistema immunitario.
  • i test HIV non sono specifici e non è chiaro che cosa individuino.
  • la risposta positiva al test non è indice di niente e non giustifica alcuna terapia.
  • i farmaci antiretrovirali sono inutili in quanto non c’è nessun virus da combattere, e soprattutto letali perchè possono portare alla morte in pochi mesi distruggendo in particolare il sistema immunitario.
  • i malati di AIDS devono sospendere l’esposizione ai fattori patogeni, curarsi per le patologie specifiche di cui soffrono, seguire nel contempo terapie di sostegno per consentire al loro sistema immunitario il recupero.
  • i farmaci antiretrovirali hanno trasformato in malati di AIDS individui altrimenti sani che hanno avuto la sfortuna di risultare positivi-al-test.

In altre parole i dissidenti accusano l’establishment sanitario di adottare terapie che:

  • non curano i malati "veri" di AIDS ma anzi ne affrettano o ne causano la morte.
  • portano alla malattia e/o alla morte per AIDS malati "inventati", soggetti sani risultati positivi-al-test.

Il paradigma dell’ortodossia è: HIV = AIDS = MORTE

Il paradigma della dissidenza è: TEST Positivo = CURA = MALATTIA e/o MORTE

Ora questo fenomeno ha interessato ad oggi circa duemilioniottocentomila persone in tutto il mondo (fonte: WER - Weekly Epidemiological Record – OMS - bollettino n. 49 del 7 Dicembre 2001 – Totale malati registrati in tutto il mondo dall’inizio ad oggi: 2.784.317); se è vero quanto sopra allora stiamo forse parlando di uno dei più atroci crimine contro l’umanità dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Ma non contro l’umanità in genere: quasi esclusivamente contro omosessuali, tossicodipendenti e neri. Un virus altamente selettivo, come nessun altro prima, tanto da potervi vedere uno strumento di pulizia etnica al servizio dell’uomo bianco e puritano.


Ricerche avanzate sull’HIV.

In Australia un gruppo di ricercatori del Royal Perth Hospital, definito "The Perth Group", ha concentrato le proprie ricerche sull’isolamento dell’HIV e sulla validità dei test ELISA (test di primo livello, il più utilizzato), Western Blot (secondo livello, considerato più attendibile) e Viral Load (l'ultimo apparso); hanno concluso le loro ricerche affermando che nessuno dei lavori pubblicati dimostra che l’HIV sia stato isolato e che i tre test non provano affatto la presenza del virus HIV nei campioni di sangue sottoposti a test.

La voce di un Nobel.

Il Dottor Kary Mullis ha ricevuto il premio Nobel nel 1993 per aver inventato un procedimento, la PCR (Polymerase Chain Reaction), che permette di identificare un segmento di codice genetico (una specifica sequenza di nucleotidi) eventualmente presente in un campione ed amplificarne la concentrazione per facilitare all’osservatore la sua individuazione. Per poter completare una sua relazione ha cercato inutilmente documenti scientifici che contenessero la prova che il virus HIV sia la causa dell’AIDS. Da allora non si stanca di ripetere, senza essere mai stato smentito, che non esiste un solo documento scientifico che contenga tale prova. La scienza ha le sue regole, e nessuno può sostenere di aver scoperto qualcosa se non rende disponibile una documentazione completa ed esauriente che consenta ad altri di confermare o confutare la sua scoperta. È paradossale e preoccupante che un migliaio di scienziati sparsi per il mondo stiano lottando per dimostrare che l’ipotesi HIV=AIDS sia falsa, quando nessuno ha ancora dimostrato che è vera. D’altronde se qualcuno avesse isolato il virus HIV ed avesse provato il rapporto causale tra l’HIV e l’AIDS avrebbe con ogni probabilità ricevuto per tale scoperta il Nobel per la medicina. Non ci risulta che tale Nobel sia stato ad oggi assegnato.


domenica 8 luglio 2007

Cerchi nel grano ad ANCONA




Scoperti nuovi "crop circle" o cerchi nel grano nei pressi di Ancona. Ma in questo caso, rispetto alle precedenti opere, ci sono elementi che non tornano, e il mistero s'infittisce.

Le opere, rinvenute nei pressi dell'autostrada tra le uscite Ancona Nord e Ancona Sud, sono costituite da figure geometriche di notevole
precisione dove il diametro del cerchio principale è di circa ottanta metri ma all'interno, rispetto ai precedenti cerci nel grano scoperti nella zona, altri otto cerchi si intersecano tra loro tracciando i petali di quello che potrebbe essere un fiore. Basta arrampicarsi nel campo, camminando in salita in uno dei tanti solchi lasciati dalle ruote di un trattore, per mettere piede all'interno del "crop circle" e vedere da vicino quei segni nel terreno. Il solco del cerchio che traccia il perimetro ha una larghezza di circa sei metri, quelli dei più piccoli sono di poco più di un metro. Il grano piegato a terra è rivolto sempre nella stessa direzione come spesso accade in queste strutture geometriche.

Chi sono gli artefici di queste figure? Alieni provenienti da mondi lontani che cercano di comunicare con un linguaggio a noi incomprensibile oppure si tratta di raffinate opere cerate dall'uomo per attirare l'attenzione dei media?

Chi ha tracciato i cerchi, potrebbe averlo fatto senza compiere imprese immani. Un'asse di legno o un rullo sul terreno, una corda per creare un raggio e disegnare la circonferenza per poi muovere l'asse calpestando le spighe. Basta una buona conoscenza della geometria, un metro, un po' di manodopera e il cerchio è disegnato. Ma stavolta, chiunque l'abbia fatto, avrebbe dovuto lavorare tutta la notte. E, qualcuno, passando lungo l'autostrada, avrebbe di sicuro notato qualcosa.

Un disegno geometrico tanto perfetto da catturare l'attenzione di Gerlando Scozzari, socio e consulente scientifico del Centro ufologico nazionale, che ieri dalle 15 alle 17 ha compiuto una serie di verifiche sul posto. "Secondo me un opera del genere non può essere prodotta dall'uomo, almeno con le tecnologie attualmente a nostra disposizione. Non è semplice tracciare in poco tempo nove cerchi concentrici con un'inclinazione di trenta gradi ognuno. All'interno dei cerchi le spighe sono spezzate alla base e hanno tutte una piegatura di venti gradi. I noduli si sono ingrossati, come se fossero stati bruciati. Toccandoli, sono più duri del resto della pianta. Per questo dico che potrebbero essere stati usati dei raggi a radio frequenza dall'alto".

"Ci sono troppi elementi che non tornano. Se fossero stati fatti da almeno dieci persone, avrebbero dovuto impiegare almeno dieci ore".
Scozzari osserva che "non ci sono radiazioni all'interno dei cerchi ma ho verificato la presenza di alcuni picchi di radioattività a tre
chilometri di distanza. Potrebbero essere anche i ponti radio della telefonia cellulare, ma il mistero resta".

fonte: MeteoLive.it